domenica 7 agosto 2011

Panasonic Lumix VARIO G 100-300 F4-5.6



Panasonic Lumix VARIO G 100-300 F4-5.6 MEGA O.I.S.


Categoria: Super Tele micro 4/3, ci sono paparazzi che lavorano con roba piu' corta
Costruttore: Panasonic, provato su Panasonic Lumix GH2 

Fin dal suo annuncio il sistema micro quattro terzi portava in dote una naturale propensione alle ottiche lunghe, forza del rapporto di ingrandimento 2x del suo sensore, ed alla compattezza delle stesse frutto del tiraggio ridotto causa l'assenza dello specchio.

Certo qualche perplessita' pure la lasciava, in un mondo in cui i grandi produttori facevano a gara per la rincorsa ai sensori full-frame a costo contenuto, con le loro lusinghe a base di pulizia del segnale e capacita' di sfruttare a pieno l'esigua profondita' di campo delle ottiche super-luminose.

Ad oggi si puo' dire che questo sistema ha mantenuto le promesse con cui e' nato, ed in alcuni casi ha anche mitigato gran parte delle perplessita' iniziali.

Sul fronte dei teleobiettivi, con l'introduzione  del Lumix Vario G 100-300 F4-5.6 Mega O.I.S. (sembra uno scioglilingua), Panasonic ha mantenuto la promessa di un super tele alla portata di tutti. 

Insomma, un'ottica zoom equivalente a un 200-600 mm, se rapportati al formato Leica, con apertura massima F4 sulla focale "corta" ed F.5.6 su quella lunga non e' una cosa da tutti i giorni. Se poi consideriamo che il prezzo sul nuovo si aggira attorno ai 590 Euro la cosa sembra decisamente interessante.

Le caratteristiche tecniche dettagliate ve le potete recuperare sugli zilioni di siti dedicati alle recensioni di obiettivi, mi limito a riassumere i fatti salienti: 

Intanto l'angolo di campo inquadrato, da 12 gradi a poco piu' di 4. 

Raffronto dell'angolo di campo inquadrato, rispetto al 24 mm: il 100mm in rosso e il 300 in verde



L'ottica e' stabilizzata (questo significa quel MEGA O.I.S. nello scioglilingua), e meno male perché a 600 millimetri equivalenti e' un'impresa inquadrare qualcosa a mano libera anche così, figuriamoci senza.
Pesa poco più di 500 grammi, grazie alla minor quantità di vetro necessaria per coprire il cerchio di copertura ridotto del micro 4/3 e all'abbondante uso di plastica nella costruzione. Quel che conta comunque e' che si può usarlo tranquillamente a mano libera portandoselo in giro tutto il giorno senza essere dei culturisti.  Provateci con un'ottica equivalente per full-frame: la mia cervicale ringrazia.


Le migliori prestazioni che ho ottenuto con lo stabilizzatore, un micromosso è già percettibile, oltre non si va: 
In alto, dettaglio al 100% di uno scatto a 300mm, ISO 160, 1/15 s
In basso, dettaglio al 100% di uno scatto a 100mm, ISO 160, 1/10s 

L'efficacia dello stabilizzatore è esemplare. Con un po' di mano ferma sfiora i 5 stop. Diciamo che tra i 3 e i 4 si va sul sicuro.

Su questo genere di ottiche la compattezza del micro 4/3 viene un po' meno se confrontata con ottiche classiche per APS-C, ciò nondimeno si fa sentire ed apprezzare.  Chiuso (si allunga zoomando) occupa meno di 13 cm. A questo proposito e' da notare che, come molti suoi simili, persa la rigidita' dei primi giorni il 'naso' tende ad allungarsi da solo con la macchina appesa al collo. Un sistema di bloccaggio (assente) sarebbe stato cosa gradita. Ovviemante e' un mostro di compattezza e leggerezza se lo paragoniamo invece a un'ottica del genere per full-rame (e non ne esistono molte).

Viene dotato di serie di un generoso paraluce, come tutte le ditte dovrebbero fare, per qualsiasi ottica.

La ghiera dello zoom non e' particolarmente fluida, ma non e' neanche malaccio. Il motore autofocus e' rapido e silenzioso, perde solo qualche colpo quando la luce si fa veramente poca. La ghiera di messa a fuoco invece e' la pecca di tutte le ottiche per micro 4/3. C'e' e' di generose dimensioni, ma io proprio non riesco ad abituarmi alla sensazione restituita da questa messa a fuoco di tipo fly-by-wire, ho la sensazione di non avere un feedback di quello che faccio, non so descriverlo, ma proprio non mi ci trovo. Manca ovviamente come in tutte queste ottiche anche una scala delle profondita' di campo (LINK), ovviemante aggiungerei, dato che l'anello di messa a fuoco in questo caso non e' legato meccanicamente alle lenti. In questo caso pero' avrei una domanda: ma a nessuno dei signori che progettano queste macchinuzze e' venuto in mente di implementare via software tra le tante funzioni pseudo-utili, un surrogato digitale del diagramma delle profondita' di campo da visualizzare sul display? Suvvia, non sarebbe difficile!

Frozen - Panasonic GH2 - Lumix Vario G 100-300 @ ISO 160


Comunque, venedo alle cose importanti: Come va quest'ottica sul campo? Bene, anzi benissimo. ha risoluzione da vendere a tutte le focali. Leggermente migliore sui 100 che sui 300, ma sempre comunque buona. Raggiunge il meglio di se verso F7.1, ma i risultati sono buoni anche a tutta apertura. Lo stabilizzatore come si e' visto fa il suo dovere. Anche grazie al paraluce, la resistenza in controluce e' buona. Non presenta aberrazioni cromatiche di sorta, ma non so dire se questo sia dovuto alla bonta' del disegno ottico, o alle correzioni software che vengono apportate dai convertitori ai file raw delle macchine m4/3 in modo automatico e completamente trasparente, o quasi, a noi utenti.

Dettaglio al 100% della foto precedente

Lo sfocato può andare dall'estremamente morbido al descrittivo, a seconda del diaframma, ma e' sempre piacevole.


Piante di Colza - Panasonic Lumix GH2 - Lumix Vario G 100-300 @ ISO 160
Dettaglio della foto precedente. Notate lo stacco dei piani anche ad F/16 a 300mm


E' un'ottica che vedo molto bene per il pesaggio, per il reportage urbano, per fotografare i dettagli in architettura. Non mi occupo di foto naturalistica quindi su questo non vi so dire. Per fotografare lo sport invece non mi sento di consigliarlo, il sistema micro 4/3 non e' ancora abbastanza veloce per questo genere di attività'.


Unica avvisaglia. Nonostante sia leggero e compatto, esteso raggiunge una certa lunghezza. E' una di quelle ottiche che avrebbe bisogno di una staffa quando montata su cavalletto perché' tende ad abbassare il muso quando si serra la testa, di poco, ma la cosa rende difficile la composizione. Purtroppo la staffa non e' in dotazione e non e' neppure prevista. Secondo me ci vorrebbe. 

Sento la domanda: non avevo detto che l'ottica si usa bene anche a mano libera? Vero, ma a volte lavorare su cavalletto e' il modo migliore (almeno per me) per portare a casa delle foto che non siano banali, nonche' per ottenere la migliore qualita' possibile.



Concludendo, se avete una micro 4/3 procuratevi quest'ottica senza starci a pensare. Non avete una micro 4/3? Peggio per voi.

Potete trovare a questo link una selezione di scatti effettuati con questa lente.