Raramente rilancio notizie pescate in giro, ma questa sembra interessante. Un software per lo sviluppo dei file raw con funzionalità interessanti, open source e disponibile per win, *linux* e mac (questo ancora in beta).
Io non avrò tempo di guardarci prima di una quindicina di giorni, ma per i più curiosi:
http://lightzoneproject.org
Se qualcuno lo prova magari lasci un commento sulle sue impressioni iniziali.
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mercoledì 10 luglio 2013
sabato 27 ottobre 2012
Nik Software - Silver efex pro 2
Tra bufalo e locomotiva la differenza salta agli occhi...canta De Gregori, ma che c'entra? Poco ma mi è venuta in mente questa frase proprio mentre mi accingevo ad iniziare questo post. Comunque qualcosa c'entra...tornando in tema, quello che volevo dire è che se devo decidere cosa mi piace di piú tra occuparmi della ripresa o della post-produzione, sicuramente scelgo la prima attività.Questo si riflette in due cose:
1) Cerco di portare a casa lo scatto tcnicamente più corretto possibile già in fase di ripresa per passare poi il minor tempo possibile davanti al computer.
2) Cerco di avere un workflow di postproduzione il più snello ed efficace possibile.
Quando si tratta di produrre fotografie in bianco e nero però la post-produzione diventa una parte fondamentale, quasi prioritaria dell'attività fotografica, certo si deve scattare sapendo cio che si fa, ma alla fine per far vivere l'immagine si deve operare con sapienza e precisione in post-produzione, non c'è nulla da fare, é un fatto della vita.
Le scelte quindi sono essenzialmente due, conversione in bianco e nero con gli strumenti di Lightroom oppure con quelli di Potoshop...almeno finchè non si scopre la Nik Software e il suo Silver efex Pro.
venerdì 12 ottobre 2012
Canon EOS Utility e OS-X 10.7.5
Ieri sera mentre tentavo di fare alcuni scatti in modalità 'tethered' con la 5D MKII mi sono trovato di fronte a una spiacevole sorpresa: EOS Utility crashava. Non avendo tempo per indagare ho scattato usando semplicemente il Live View.
Oggi sono andato in cerca del problema e della sua soluzione. Per farla breve, basta installare la versione 2.12.0 di Eos Utility. Solo non l'ho trovata subito, il posto migliore dove recuperarlo è il sito statunitense:
Canon USA - driver e software per EOS 5D MKII
Oggi sono andato in cerca del problema e della sua soluzione. Per farla breve, basta installare la versione 2.12.0 di Eos Utility. Solo non l'ho trovata subito, il posto migliore dove recuperarlo è il sito statunitense:
Canon USA - driver e software per EOS 5D MKII
giovedì 20 settembre 2012
Una settimana nella selva oscura
![]() |
| Fujifilm X-Pro1 - Fujifilm 35mm @ ISO 200 |
A oggi inizio effettivamente a vedere la luce, nel senso di neri controllati e assenza di dominanti indesiderate.
Lascio il racconto di questa avventura al futuro. Per il momento mi limito a segnalare un software degno di nota che ho incontrato sul percorso:
QuadToneRIP
Se avete una stampante Epson e vi piace la fotografia in bianco e nero dategli un'occhiata.
sabato 21 aprile 2012
Formati di file - Il TIFF
Recentemente mi sono accorto che i formati di file possono creare qualche confusione. Cerco quindi di fare un po' di chiarezza sui principali formati di file che ogni fotografo dovrebbe conoscere e sui loro possibili utilizzi.
Partiamo dal file TIFF.
Intanto il nome: l'acronimo sta per Tagged Image File Format. É un formato piuttosto antico, ma é tuttora uno dei migliori.
Per cominciare, di default non é compresso anche se é possibile applicare una compressione non distruttiva in fase di salvataggio (in pratica e come se il contenuto venisse zappato); è un formato che tende dunque a generare file piuttosto grossi, i quali non soffrono però di problemi se vengono aperti e ri-salvati più volte come invece acca e ai JPEG.
Se usato per salvare da un programma di editing permette di mantenerne i livelli. Garantisce la massima qualità possibile, sopratutto se usato nella sua versione a 16 bit per canale, ma è possibile anche usarlo in codifica a 8 bit per canale.
Parlando di dimensioni del file, se non applichiamo nessuna compressione la dimensione di un TIFF dipende solo dal numero di pixel e dalla profondità di colore.
Nel caso, ad esempio, della Fuji X-pro1:
4896*3264 = 15980544 pixel
ogni pixel ha 16 bit per canale per tre canali = 48 bit, in totale:
15980544*48=767066112 bit nell'immagine. Quindi dividendo per 8:
95883264 byte
E, infine, dividendo per 1024*1024:
91.4 Mbyte.
Partendo invece dalla risoluzione di una Canon 5D e lasciando il calcolo per esercizio: 72.7 Mbyte.
I suoi principali ambiti di utilizzo sono:
- quando si esegue una scansione di una pellicola,
- dopo aver sviluppato un raw per passarlo a un programma di editing,
- per mantenere una copia da archivio del lavoro editato che ci garantisca la massima qualità possibile,
- per inviare il file in stampa a un laboratorio capace di gestire questo tipo di file, solo nel caso in cui le effettive esigenze qualitative lo rendano indispensabile.
Oggi giorno, con i nuovi programmi come Lightroom o Aperture, spesso l'uso del TIF come formato intermedio tra il raw e il jpeg é evitabile se tutta la post-produzione viene effettuata all'interno di questi software. Resta utile invece se parte della post-produzione rimane legata a Photoshop o programmi affini.
Partiamo dal file TIFF.
Intanto il nome: l'acronimo sta per Tagged Image File Format. É un formato piuttosto antico, ma é tuttora uno dei migliori.
Per cominciare, di default non é compresso anche se é possibile applicare una compressione non distruttiva in fase di salvataggio (in pratica e come se il contenuto venisse zappato); è un formato che tende dunque a generare file piuttosto grossi, i quali non soffrono però di problemi se vengono aperti e ri-salvati più volte come invece acca e ai JPEG.
Se usato per salvare da un programma di editing permette di mantenerne i livelli. Garantisce la massima qualità possibile, sopratutto se usato nella sua versione a 16 bit per canale, ma è possibile anche usarlo in codifica a 8 bit per canale.
Parlando di dimensioni del file, se non applichiamo nessuna compressione la dimensione di un TIFF dipende solo dal numero di pixel e dalla profondità di colore.
Nel caso, ad esempio, della Fuji X-pro1:
4896*3264 = 15980544 pixel
ogni pixel ha 16 bit per canale per tre canali = 48 bit, in totale:
15980544*48=767066112 bit nell'immagine. Quindi dividendo per 8:
95883264 byte
E, infine, dividendo per 1024*1024:
91.4 Mbyte.
Partendo invece dalla risoluzione di una Canon 5D e lasciando il calcolo per esercizio: 72.7 Mbyte.
I suoi principali ambiti di utilizzo sono:
- quando si esegue una scansione di una pellicola,
- dopo aver sviluppato un raw per passarlo a un programma di editing,
- per mantenere una copia da archivio del lavoro editato che ci garantisca la massima qualità possibile,
- per inviare il file in stampa a un laboratorio capace di gestire questo tipo di file, solo nel caso in cui le effettive esigenze qualitative lo rendano indispensabile.
Oggi giorno, con i nuovi programmi come Lightroom o Aperture, spesso l'uso del TIF come formato intermedio tra il raw e il jpeg é evitabile se tutta la post-produzione viene effettuata all'interno di questi software. Resta utile invece se parte della post-produzione rimane legata a Photoshop o programmi affini.
giovedì 9 febbraio 2012
E se mi si sbaglia l'ora?
![]() |
| Salvador Dali - Persistenza della memoria (1931) |
E' una bella rottura se dovete dare un ordine cronologico agli scatti...
Ci sono vari modi per risolvere il problema, ma un simpatico tool open-source disponibile per praticamente ogni sistema operativo e' ExifTool di Phil Harvey.
Permette di leggere e modificare i dati exif di quasi ogni tipo di fotocamera che vi può venire in mente. Utilissimo.
E' un tool a linea di comando, quindi bisogna essere un po' smaliziati, ma la fatica e' sicuramente ripagata.
Esistono anche delle interfacce grafiche che trovate elencate nella pagina web.
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