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domenica 10 novembre 2013

Mi sono regalato due flash monotorcia

Papá, a scuola hanno bisogno di una mia fototessera...

In una famiglia normale, a cotanta richiesta, si risponde pescando nel bagaglio ( noi lo si chiama archivio ) delle foto estive e si ritaglia una foto decente della pargola.

Ma che succede in casa del signor Fotorigmi?

Il signor Fotorigmi si mette in modalitá strobista, ovvio.

Foto gentilmente concessa dalla Sig.ra Fotorigmi
Usare dei flash a slitta separati dalla fotocamera seguendo tutti, beh forse solo quelli che si riesce a ricordare, i trucchi insegnati dallo Strobista originale è certamente sufficiente; si scopre però rapidamente un amaro risvolto della medaglia:

Le fottute batterie. Sono sempre scariche. Anche usando quelle che risentono poco del fenomeno di auto-scarica si finisce per rendersi conto che, montate nei lampeggiatori, si esauriscono molto in fretta. E ci mettono molto a caricare, troppo...per la foto in questione sono riuscito a raccimolare giusto le batterie necessarie per un lampeggiatore. Con il quale non si va lontani.

Il signor Fotorigmi è comunque riuscito nel suo intento, ma si è dovuto far aiutare dal signor photoshop con il bianco dello sfondo, e la cosa gli ha lasciato un pò di amaro in bocca.

Guarda caso qualche giorno dopo c'era da presentare una fototssera per l'abbonamento dei mezzi urbani del signor fotorigmi stesso.

A questa impresa il nostro eroe ( beh si dai quasi...) non si è fatto trovare impreparato. Le batterie erano cariche e ben tre lampeggiatori erano pronti ad aiutarlo nella mirabolante avventura.

Lo schema di luce scelto è stato un collaudato sfondo bianco (fototessera...) ben illuminato, come spiegato in modo meravigliso da Zack Arias, con luce principale diffusa di tre quarti dall'alto.

Il risultato ottenuto non ha avuto praticamente bisogno di fotoritocco, un po' di lavoro sul fondale è sempre necessario, ma nulla che impieghi più di qualche manciata di secondi.

Il vero problema anche qui sono state le batterie, uno dei tre flash ha mostrato segni di stanchezza già verso al fine della corta sessione; mentre giocavo con gli schemi di luce. Un altro ogni tanto decideva di andare a farsi una dormitina e non scattare. Questo nonostante i settaggi dello stand by fossero identici agli altri due. Mystero.

E mentre ragionavo sul fatto che, se in esterni non ci sono alternative, in interni con tutte queste belle prese di corrente a portata di mano... ho deciso di farmi un regalino. Una coppia di monotorce da studio, ma qualcosa da non svenarmi, visto comunque l'utilizzo limitato che ne avrei fatto. Dopo un po' di ricerca di mercato mi sono orientato verso un kit composto da una coppia di Elinchrom D-Lite IT 4, da 400Ws.

Il kit è composto dalle due monotorce, due stativi, un ombrello ed un soft-box. Sono inoltre inclusi i cavi di alimentazione, due lampade pilota da 100W (resa 150), un trasmettitore wireless e due sacche per il trasporto delle teste e degli stativi.

I 400 Ws sono più che sufficienti per gli spazi a mia disposizione e le torce si sono rivelate un vero piacere da usare. L'unico neo è la costruzione un po' plasticosa (anche se una buona plastica permette una costruzione molto più leggera dei materiali metallici) ed il fatto che le aste in dotazione siano del tipo 'non pneumatico' vale a dire se si slacciano i manicotti l'asta viene giù di botto...e questo può far molto male alla lampada del flash ed al nostro portafogli, il che ci costringe a fare una certa attenzione.

La luce che si ottiene da una monotorcia è indubbiamente migliore di quella che si ottiene dai flash da slitta, la presenza della lampada pilota facilita poi il compito di impostare il set. Infine la quantità di opzioni di parabole, diffusori e ombrelli presenti rende le torce estremamente versatili. Certo la Signora Fotorigmi non è contenta che io lasci fondale e torce montati in salotto, quindi mi tocca montare e smontare tutto tutte le volte...ma anche questo fa parte del divertimento.

O no?

lunedì 12 agosto 2013

Strobismo 101

Per chi si fosse perso il link dalla pagina dei consigli di web lettura, segnalo che David Hobby ha dato una sistemata al suo lighting 101. Praticamente un corso completo, divertente e gratuito di illuminazione in luce flash, in particolare orientata all'uso dei flash da slitta. Si proprio quelli che più o meno tutti ci portiamo in borsa. Fatevi un favore e spendete un po' di tempo con questo signore. Non vi costa nulla...su, forza, che ci fate ancora qui?

venerdì 19 ottobre 2012

Manfrotto - Nano Stand 5001B

Lo strobismo, come tutte le ossessioni tutti i generi fotografici necessita della sua attrezzatura, ed in questo caso si può andare dall'estremamente economico al fantascientificamente caro.

Diciamo che per il momento noi ci si tiene su una sana via di mezzo tendente, potendo scegliere, all'economico.

Forse non conoscete tutti i comandamenti dello strobista DOC, ma uno dei primi, se non proprio il primo vuole che il vero strobista usi sempre il flash (o i flash, plurale) staccato dal corpo macchina.

Questa faccenda sul come staccare il flash dal corpo macchina non la affrontiamo, per ora. Ci sono molti modi, per tutte le tasche. Noi passiamo direttamente alla puntata seguente.

Una volta che il flash lo potete usare staccato dalla fotocamera sorge il primo problema pratico. Dove lo metto?

Beh, dipende da cosa voglio illuminare e da che direzione, ma una cosa ve la posso dire per esperienza: raramente si trova un posto comodo alla distanza giusta ed all'altezza giusta dove appoggiarlo.

Ogni tanto potrete vedere qualcuno che, facendo un ritratto improvvisato, tiene la fotocamera con una mano e il flash con l'altra sollevato il più in alto possibile...poco pratico e per nulla versatile.