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domenica 26 gennaio 2014

Fujifilm X-20

Ok. Dopo qualche mese di utilizzo intenso, parliamo un po' della Fujifilm X-20. Per gli impazienti che stessero girando da una recensione all'altra per convincersi: risparmiate tempo, uscite e mettete mano al portafogli. Io la trovo adorabile. Poi magari postate la vostra opinione.

Per tutti gli altri cercherò di essere obiettivo, ma devo avvisare che inizio ad essere un po' di parte. Sono stato così positivamente colpito dai recenti prodotti Fuji, che mi trovo spesso a perdonarne i difetti. (Difetti, quali difetti, ho parlato di difetti? Volevo dire peculiarità...)

Corpo, schermo e mirino

Il corpo e' stupendo, solido, comodo. Con le ghiere ed i pulsanti giusti. Molto comoda la selezione della focale ruotando la ghiera presente sulla lente. La ghiera, che funge anche da interruttore di accensione, comanda meccanicamente il gruppo ottico; niente fly by wire. E' tutta un'altra vita rispetto alla grande maggioranza delle compatte in commercio.
In posizione di riposo, a macchina spenta, la lente viene quasi completamente ritratta nel corpo macchina, sporge di un paio di centimetri, o poco meno. Da questa posizione, ruotando la ghiera fino alla posizione contrassegnata per la focale di 28mm, la macchina si accende. Abbastanza comodo.

Lo schermo e' di generose dimensioni e si vede bene praticamente sempre, ma non e' orientabile.
Il mirino ottico di tipo galileiano e' forse la caratteristica che più mi attirava di questa macchina quando l'ho presa. E' dotato di una discreta copertura (sempre per essere una compatta), circa il 90% o poco meno, e presenta in sovra-impressione le informazioni basilari di scatto ed una grossolana conferma della zona di messa a fuoco, onestamente molto grossolana. Devo pero' dire che lo sto usando poco all'atto pratico.
Comodo comunque il sensore che accende e spegne lo schermo se si avvicina il mirino all'occhio, di solito assente in macchine compatte. In questo come in altri dettagli, si vede che Fuji non ha voluto penalizzare il fotografo in nessun dettaglio. Pur trattandosi di una compatta, i progettisti hanno voluto fornire uno strumento serio e dall'ottima ergonomia.

La macchina e' dotata di un piccolo flash interno, a scomparsa, utile per il fill-in o per aggiungere un punto luce negli occhi dei soggetti ritratti. Utile poi per far scattare un flash esterno comandato per simpatia tramite servo-cellula. Io trovo ottima l'accoppiata con il flash EF-X20, che si può ovviamente montare sulla slitta del contatto a caldo, eventualmente portandosi in tasca anche un cavo TTL Canon per mantenere il TTL anche con il flash separato. Poco ingombro, resa sicura, anche considerato il fatto che l'otturatore centrale permette l'uso di tempi di sincronizzazione del flash ben più rapidi di quelli normalmente a disposizione su macchine con otturatore a tendina, cosa utilissima alla luce del giorno.

Lente

La X-20 ha una lente che copre le focali più usate. Devo dire che avrei preferito una lente che partisse da 24mm, anziché da 28. In cambio avrei tranquillamente sacrificato qualche mm di focale sul lato tele.

La lente è dotata di un'ottima apertura che è pienamente sfruttabile, anzi, visto che la diffrazione entra presto in gioco date le dimensioni del sensore, meglio non chiudere mai troppo. Personalmente lavoro sempre tra f/2.0 e f/2.8. Quasi mai oltre: facendo un po' di conti si vede che oltre la diffrazione abbassa in fretta la qualità' dell'immagine e che lavorando a queste aperture la profondità' di campo e' comunque già molto estesa.

Ecco, non e' la macchina giusta se volete giocare sullo sfocato. Ma nessuna compatta con sensori inferiori ad un APS-C lo può essere.

La risoluzione è buona su quasi tutta la gamma delle focali. Trovo sia un po' debole alla focale massima, dove un po' di perdita di risoluzione diventa evidente.

La lente presenta poi un otturatore centrale: silenziosissimo, non la sente scattare quasi neanche il fotografo. Trovo che per la street photography, se la luce e' almeno discreta, questa macchina sia indicatissima.

Spesso uso la macchina con messa a fuoco in manuale: pre-imposto una distanza appropriata di messa a fuoco, aiutandomi con la scala dell'iperfocale (a onor del vero un po' tanto conservativa) che viene mostrata a schermo e via, a questo punto posso limitarmi a inquadrare e scattare.

Sensore

Il sensore e' di tipo X-Trans. Personalemente adoro la resa di questi sensori, sopratutto agli ISO alti. Qui, complice la dimensione ridotta, non otteniamo le performance meravigliose dei sensori delle sorelle maggiori, ma ho usato questo sensore fino a 1600 ISO senza dover inorridire. Diciamo che la zona di sicurezza per molti palati si ferma a 800 ISO, ma io considero utilizzabile anche la sensibilità a 1600, in particolare se immagino a priori di voler ottenere un lavoro in bianco e nero; terrei invece per le vere emergenze (insomma la foto ricordo ) i 3200.

Funzionalita'

In realta' ho gia praticamente parlato di tutto quello che conta, va solo fatto notare che Fujifilm sta adottando una filosofia molto particolare: non limita in nessun modo le funzionalita' e le caratteristiche disponibili solo per 'giustificare' differenze di prezzo. E' piu' che evidente che se una cosa riescono tecnicamente a metterla dentro una macchina lo fanno. Punto. Tanto di cappello. Il supporto poi, a livello di aggiornamenti firmware e' di prima qualita'. Se possono aggiungere una funzionalita' presentata con macchine successive lo fanno. Questo allunga notevolmente la vita tecnologica dei prodotti. Molto in controtendenza rispetto ad un mondo cresciuto a colpi di obsolescenza tecnologica programmata.

Considerazioni finali

La macchina, come intuibile da quello che ho scritto, e' un vero gioiellino. E' perfetta? No ovviamente. Vorrei segnalare giusto un paio di difetti, almeno i piu' significativi:

Primo, la durata della batteria. La batteria e' minuscola e dura veramente poco. Certo dipende da come si usa la macchina, ma io ho finito per comprarne due di scorta da portare sempre dietro, essendo di scarsa capacita' non costano poi molto, ma avrei preferito una batteria un po' piu' capiente.
Secondo, l'elemento frontale della lente e' proprio a filo del barilotto, cosa che lo rende estremamente esposto a ditate o peggio graffi. Non guasterebbe un paraluce, se non fosse che il paraluce originale Fuji costa una cifra spropositata ed il tipo particolare di attacco rende quasi impossibile adattare un paraluce universale, cosa che ci crea problemi anche volessimo usare un qualche tipo di filtro ottico, ad esempio un IR o un polarizzatore. Ecco evidentemente qualcuno in casa Fuji ancora pensa che si possa fare cassa con questi mezzucci…dovrebbero imparare dai colleghi che hanno progettato il resto della macchina.

Conclusioni
Da quando l'ho presa la porto sempre in tasca, la trovo inoltre un'ottima compagna per la X-Pro1.
Addirittura, sopratutto per la street, la preferisco alla sorella maggiore per la sua leggerezza e discrezione. Erano anni che cercavo una compatta che non mi facesse rimpiangere troppo macchine più performanti e voluminose.

Perfettibile? Si, ma di poco, basterebbe una batteria un po' più capiente ed un mirino con una copertura appena maggiore. E si, magari che usi una filettatura standard per paraluce e filtri.

domenica 10 novembre 2013

Mi sono regalato due flash monotorcia

Papá, a scuola hanno bisogno di una mia fototessera...

In una famiglia normale, a cotanta richiesta, si risponde pescando nel bagaglio ( noi lo si chiama archivio ) delle foto estive e si ritaglia una foto decente della pargola.

Ma che succede in casa del signor Fotorigmi?

Il signor Fotorigmi si mette in modalitá strobista, ovvio.

Foto gentilmente concessa dalla Sig.ra Fotorigmi
Usare dei flash a slitta separati dalla fotocamera seguendo tutti, beh forse solo quelli che si riesce a ricordare, i trucchi insegnati dallo Strobista originale è certamente sufficiente; si scopre però rapidamente un amaro risvolto della medaglia:

Le fottute batterie. Sono sempre scariche. Anche usando quelle che risentono poco del fenomeno di auto-scarica si finisce per rendersi conto che, montate nei lampeggiatori, si esauriscono molto in fretta. E ci mettono molto a caricare, troppo...per la foto in questione sono riuscito a raccimolare giusto le batterie necessarie per un lampeggiatore. Con il quale non si va lontani.

Il signor Fotorigmi è comunque riuscito nel suo intento, ma si è dovuto far aiutare dal signor photoshop con il bianco dello sfondo, e la cosa gli ha lasciato un pò di amaro in bocca.

Guarda caso qualche giorno dopo c'era da presentare una fototssera per l'abbonamento dei mezzi urbani del signor fotorigmi stesso.

A questa impresa il nostro eroe ( beh si dai quasi...) non si è fatto trovare impreparato. Le batterie erano cariche e ben tre lampeggiatori erano pronti ad aiutarlo nella mirabolante avventura.

Lo schema di luce scelto è stato un collaudato sfondo bianco (fototessera...) ben illuminato, come spiegato in modo meravigliso da Zack Arias, con luce principale diffusa di tre quarti dall'alto.

Il risultato ottenuto non ha avuto praticamente bisogno di fotoritocco, un po' di lavoro sul fondale è sempre necessario, ma nulla che impieghi più di qualche manciata di secondi.

Il vero problema anche qui sono state le batterie, uno dei tre flash ha mostrato segni di stanchezza già verso al fine della corta sessione; mentre giocavo con gli schemi di luce. Un altro ogni tanto decideva di andare a farsi una dormitina e non scattare. Questo nonostante i settaggi dello stand by fossero identici agli altri due. Mystero.

E mentre ragionavo sul fatto che, se in esterni non ci sono alternative, in interni con tutte queste belle prese di corrente a portata di mano... ho deciso di farmi un regalino. Una coppia di monotorce da studio, ma qualcosa da non svenarmi, visto comunque l'utilizzo limitato che ne avrei fatto. Dopo un po' di ricerca di mercato mi sono orientato verso un kit composto da una coppia di Elinchrom D-Lite IT 4, da 400Ws.

Il kit è composto dalle due monotorce, due stativi, un ombrello ed un soft-box. Sono inoltre inclusi i cavi di alimentazione, due lampade pilota da 100W (resa 150), un trasmettitore wireless e due sacche per il trasporto delle teste e degli stativi.

I 400 Ws sono più che sufficienti per gli spazi a mia disposizione e le torce si sono rivelate un vero piacere da usare. L'unico neo è la costruzione un po' plasticosa (anche se una buona plastica permette una costruzione molto più leggera dei materiali metallici) ed il fatto che le aste in dotazione siano del tipo 'non pneumatico' vale a dire se si slacciano i manicotti l'asta viene giù di botto...e questo può far molto male alla lampada del flash ed al nostro portafogli, il che ci costringe a fare una certa attenzione.

La luce che si ottiene da una monotorcia è indubbiamente migliore di quella che si ottiene dai flash da slitta, la presenza della lampada pilota facilita poi il compito di impostare il set. Infine la quantità di opzioni di parabole, diffusori e ombrelli presenti rende le torce estremamente versatili. Certo la Signora Fotorigmi non è contenta che io lasci fondale e torce montati in salotto, quindi mi tocca montare e smontare tutto tutte le volte...ma anche questo fa parte del divertimento.

O no?

giovedì 20 giugno 2013

Eos m - qualche settimana dopo

Sulla mirrorless canon è stato scritto e detto molto, anche da me. È qualche settimana che la uso, devo dire quasi quotidianamente, e posso confermare tutte le mie impressioni iniziali. Ci sono giusto un paio di considerazioni (negative) che mi sento in dovere di aggiungere.

giovedì 28 febbraio 2013

Fujifilm XF 35mm F1.4 R


Categoria: Normale luminoso

A più di un anno dall'uscita del sistema le Fuji X-Pro non sono più una novità od un'incognita. La qualità che promettevano è stata largamente mantenuta, non senza qualche innegabile difetto di gioventù. Quello  che a me sembra chiaro è che sono  qui per restare. Con buona pace dei concorrenti.

Un ottimo sensore però è ben poca cosa se davanti non ci mettiamo un vetro ancora  più buono. Questo alla Fujifilm dovevano averlo ben presente quando hanno deciso di incentrare il lancio del sistema attorno al 35mm F1.4 che è stato, giocoforza, LA lente acquistata insieme con il corpo macchina.

Per farla breve, questa lente mi piace? Si. Vale il prezzo richiesto? Si. Ora qualche considerazione più approfondita, per chi ha tempo di leggere.

Caratteristiche tecniche

Le caratteristiche tecniche sono di tutto rispetto, si poteva sperare in un diaframma a 9 lamelle invece di 7, ma questo sembra non penalizzare particolarmente la resa nello sfocato, per il resto:

Focale equivalente: 53mm ( fattore di crop 1.5x)
Angolo di campo: 44.2
Apertura massima: F/1.4
Apertura minima :F/16
Lamelle del diaframma: 7 arrotondate
Distanza minima di messa a fuoco: 28cm
Rapporto di ingrandimento: 0.17x
Dimensioni: 65.0 (D) x 54.9 (L)
Peso: 187g
Diametro filtri: 52mm

Insomma una lente dalle caratteristiche più che oneste e che ben si accompagna ai corpi macchina Fuji.

Qualità costruttiva

L'ottica è decisamente leggera, ma sembra robusta e dopo quasi un anno di utilizzo piuttosto intenso devo dire che non sembra accusare nessun tipo di problema dovuto all'uso, anche la finitura regge bene l'utilizzo un po' disinvolto.

L'unico appunto e' il tappo in gomma che si deve usare se si vuole tenere montato il paraluce. Si sfila molto facilmente in borsa. Poco male perché la lente frontale è comunque ben incassata e protetta, ma non si poteva studiare una soluzione migliore che dover avere due paraluce distinti uno per l'ottica nuda e uno per l'ottica con il paraluce? E anche in questo caso non lo si poteva disegnare meglio? Sa un po' di ripensamento dell'ultimo minuto.

Fujifilm X-Pro1 - Fuji XF 35 F1.4 @ ISO 200

Resa qualitativa

Non sono il primo a dirlo: è un'ottica decisamente speciale, la resa, sopratutto nei ritratti, è molto buona e a tutta apertura ha una resa veramente speciale. Anche in altri campi di utilizzo, dal paesaggio alla street, rende bene grazie alla sua ottima definizione su tutto lo spettro dei diaframmi (certo attenzione alla diffrazione alle aperture più chiuse).

Fujifilm X-Pro1 - Fuji XF 35 F1.4 @ ISO 800


Messa a fuoco

Fujifilm X-Pro1 - Fuji XF 35 F1.4 @ ISO 200

E' forse la nota dolente di tutto il sistema Fuji, non ne ho mai fatto mistero. Non che non sia utilizzabile, anzi lo è sicuramente, in particolare con gli ultimi aggiornamenti. Non pensate però di usare l'autofocus su soggetti troppo 'frizzanti'. Comunque con l'EVF è molto preciso. Un po' meno con l'OVF dove bisogna ingegnarsi per ottenere dei risultati affidabili.

Conclusioni

Nulla da eccepire: se volete una X-Pro1 o la sua sorellina X-E1, quest'ottica è un must. Non ci si può pentire di prenderla. Se è vero (ed è vero), che sono le lenti a fare le foto, questa fa delle gran belle foto.

Fujifilm X-Pro1 - Fuji XF 35 F1.4 @ ISO 200

venerdì 30 novembre 2012

Hahnemuhle PhotoRag Bright White 310g

Parlare di una carta e' difficile e rischioso; non e' un caso che quasi nessuno recensisca carte da stampa sul web.

Io mi limiterò a dare qualche impressione e a parlare di quello che ho imparato usando questa carta con una determinata stampante. In questo caso una Epson R2400, riportando se quest'accoppiata incontra i miei, personalissimi, gusti. Niente piu' di questo.

Questa carta è del tipo 'Matte', vale a dire opaca. Le carte di questo tipo, che per inciso sono le mie preferite, sono anche le più difficili da trattare.

Tendono ad avere poco contrasto, ed un D-max piuttosto limitato, almeno se confrontate con le carte di tipo 'Glossy', cioè lucide.

Questa carta, al tatto, è spettacolare. La sensazione è quella di un cartoncino da disegno di ottima fattura, pesante, spesso, solido. Veramente piacevole. La finitura della superficie ha poi una bella trama, non invadente, ma che dona un bel carattere alle stampe.

Dopo più di un pacco da 25 stampato posso trarre qualche conclusione. Che la carta in se e per se sia molto bella: già detto. Ma come va? Tutto sommato bene, il contrasto ottenibile è più che sufficiente. I neri non sono estremamente...neri, vale a dire che il D-max non è elevatissimo, ma questo vale per quai tutte le carte di questo tipo.

I dettagli vengono mantenuti, anche quelli più fini. Utilizzando i profili colore adatti alla stampante (vanno scaricati dal sito del produttore), la gestione dei neri e dei bianchi è buona. Giusto bisogna aprire i neri di 1 o due livelli e chiudere i bianchi di altrettanto. Per non sprecare troppa carta in tentativi inutili consiglio vivamente di effettuare due o tre prove di stampa con dei target di riferimento (consiglio sempre valido). Almeno con la mia Epson noto una leggera dominante bluastra nei grigi scuri (luminanza da 25 a 50 indicativamente). Ma credo si possa facilmente correggere con una profilatura ad hoc.

Stampando in bianco e nero personalmente preferisco usare il modulo Advanced Black/White del driver Epson, con settaggio 'light'. Ma il bianco e nero migliore in assoluto lo si può ottenere con il software QuadTone RIP: un Raster Image Processor dal costo estremamente contenuto, il cui unico difetto è che perde la possibilità di stampare senza margini. Ma la qualità ripaga di questa piccola perdita.

Unica nota negativa è che la superficie di stampa è veramente delicata: è facilissimo graffiarla o abraderla. Non è un grosso problema in stampe high-key o ricche di dettagli, ma stampe scure o con zone a campitura uniforme possono diventare un incubo, ad esempio la stampa di Vita (2), mi è costata tre prove prima di ottenerne una che fosse presentabile.

Per minimizzare il problema cerco di spolverare con un pennello morbido la superficie di stampa per rimuovere eventuali residui di carta. Dopo di che...maneggiare con cura.






sabato 10 novembre 2012

Canon EF 85mm F1.2L II USM - primo contatto


Canon EOS 5D MkII - Canon EF 85mm F1.2L II USM @ ISO 100
Oggi ho passato mezz'ora in compagnia di questa meraviglia (parlo dell'ottica...che avete capito?). Poco tempo per farne una conoscenza approfondita, ma una cosa e' sicura: questa lente spacca. Livello di dettaglio, apertura massima, stacco dei piani nel passaggio allo sfocato, tridimensionalità. Non c'e' nulla che non la faccia desiderare.

A tutta apertura richiede un po' di perizia nella messa a fuoco, la profondità di campo, alla normale distanza di ripresa per un ritratto come questo, è di pochi millimetri: se si mette a fuoco l'iride vengono fuori fuoco le ciglia e vice versa...

Ci sarà un secondo contatto? Beh, con quel che costa questo oggetto non ne sono proprio sicuro.


100% crop

venerdì 19 ottobre 2012

Manfrotto - Nano Stand 5001B

Lo strobismo, come tutte le ossessioni tutti i generi fotografici necessita della sua attrezzatura, ed in questo caso si può andare dall'estremamente economico al fantascientificamente caro.

Diciamo che per il momento noi ci si tiene su una sana via di mezzo tendente, potendo scegliere, all'economico.

Forse non conoscete tutti i comandamenti dello strobista DOC, ma uno dei primi, se non proprio il primo vuole che il vero strobista usi sempre il flash (o i flash, plurale) staccato dal corpo macchina.

Questa faccenda sul come staccare il flash dal corpo macchina non la affrontiamo, per ora. Ci sono molti modi, per tutte le tasche. Noi passiamo direttamente alla puntata seguente.

Una volta che il flash lo potete usare staccato dalla fotocamera sorge il primo problema pratico. Dove lo metto?

Beh, dipende da cosa voglio illuminare e da che direzione, ma una cosa ve la posso dire per esperienza: raramente si trova un posto comodo alla distanza giusta ed all'altezza giusta dove appoggiarlo.

Ogni tanto potrete vedere qualcuno che, facendo un ritratto improvvisato, tiene la fotocamera con una mano e il flash con l'altra sollevato il più in alto possibile...poco pratico e per nulla versatile.

lunedì 8 ottobre 2012

Manfrotto - Monopiede 294 a 3 sezioni

Qualche mese fa, fotografando l'arrivo della tuttadritta, ho avuto la spiacevole esperienza di ritrovarmi con il monopiede KO. Gli anni di utilizzo, sopratutto le sollecitazioni trasversali, avevano evidentemente avuto la meglio su uno dei morsetti di chiusura (plastic fantastic). 

Risultato: Il mio monopiede, che era a dirla tutta un po' leggero rispetto all'attrezzatura, si e' trasformato in due utilissimi tubolari di alluminio. Fosse almeno successo a fine gara...invece e' successo proprio mentre all'orizzonte avevo iniziato a vedere il corridore in testa. Le foto le ho fatte lo stesso, ma sono arrivato a casa con la spalla dolorante.

Aneddoti a parte, recentemente ho sostituito il cimelio con un nuovo monopiede. Questa volta l'ho preso più robusto: il 294 della Manfrotto, nella versione a tre sezioni. Capacita' di carico di 5Kg, che dovrebbero essere sufficienti. Il battesimo del fuoco lo ha avuto alla recente Turin Half Marathon. Fa il suo lavoro; io comunque preferisco usarlo in accoppiata con una testa a sfera leggera, come la 484RC2, che mi permette maggiore agilità di movimento rispetto al classico snodo angolare.


Del resto io non lo uso come stabilizzatore, ma solo come supporto per evitare di reggere per ore il peso dell'attrezzatura. La testa in questione e' poi dotata di una piastra di aggancio rapido, la RC2, che uso anche come anello a cui agganciare il moschettone di una tracolla Black Rapid.

L'unico difetto che ho riscontrato e' la lunghezza da chiuso, 59 cm più la testa. Se dovete portarlo per ore appeso allo zaino e potete rinunciare a un minimo di rigidità strutturale, consiglierei la versione a 4 sezioni, che chiuso e' 10 cm più compatto.

giovedì 27 settembre 2012

Canon EF 24-105 F4 L IS USM


Categoria: zoom tuttofare
Provato su: Canon EOS 5D MKII

Introduzione

Questo é un obiettivo dalla storia un po' travagliata. Le prime implementazioni di quest' ottica (con codice di datazione Canon antecedente a UT1000) sono state tristemente note perché presentavano un difetto ottico che risultava in presenza di abbondante flare se una sorgente di luce veniva posta su un angolo del fotogramma. Il difetto é stato riconosciuto, e corretto, quasi subito e afflisse tutto sommato solo una fase iniziale della produzione. Ciò nonostante qualcuno tende a snobbare un po' quest'ottica, quasi non considerandola degna della prestigiosa marcatura 'L', forse proprio a causa di questo iniziale incidente di percorso.

Caratteristiche

L'ottica non é estremamente compatta, misura infatti poco piú di 10 cm di lunghezza per 8 di diametro da chiusa, e si allunga decisamente alla focale tele, circa raddoppiando. Il peso, di 670 grammi, la rende abbastanza leggera se montata sui corpi full frame per cui é pensata, ma non proprio un peso piuma. Il paraluce a petalo, in dotazione, visti anche i 77 mm di diametro dei filtri é piuttosto voluminoso.

L'angolo di campo coperto, sulla diagonale, va da 23 a 84 gradi, rispettivamente per la focale massima e minima. L'apertura massima é costante a F/4 su tutto lo spettro delle focali, l'apertura minima arriva a F/22.

E' un obbiettivo dotato di stabilizzatore e tropicalizzato. Personalmente l'ho utilizzata senza problemi sotto acquazzoni anche intensi e neve; in ogni caso ognuno usi l'ottica in condizioni climatiche avverse a suo esclusivo rischio e pericolo.
Della serie: se tornate a casa con un costosissimo e ormai inutilissimo pezzo di vetro che gronda acqua, non prendetevela con me. Nel dubbio e' sempre meglio usare un qualche tipo di protezione, come un rainsleeve.


Costruzione

Anche visto quanto detto nel paragrafo precedente, si tratta di un'ottica robusta con buone finiture e che restituisce una buona sensazione di robustezza. Questa sensazione viene pero' un po' a mancare alla massima estensione, per via dell'allungamento telescopico del corpo dell'ottica. In pratica. un colpo preso a ottica chiusa non mi impensierirebbe, a ottica estesa credo farebbe facilmente dei danni.


Qualità ottica
Nella media delle serie L. Vale a dire molto buona. Si può usare senza pensieri o particolari accorgimenti in quasi ogni condizione di luce. Personalmente la uso spesso nelle cerimonie o nello sport, quando non ho bisogno di lunghe focali. I risultati sono sempre utilizzabili.

Stabilizzatore
Lo stabilizzatore risente un po' del fatto che inizia ad essere una delle prime implementazioni di questo dispositivo. Vale a dire funziona, ma non fa miracoli: nella mia esperienza uno o due stop, oltre può anche capitare che funzioni, ma anche no...sono abbastanza certo che una versione MkII di quest'ottica potrebbe ormai essere necessaria, almeno per fornire uno stabilizzatore di nuova generazione.

Conclusioni
Questa e' la mia ottica preferita se devo portarmi dietro un unico obiettivo. Si adatta a moltissime situazioni e produce risultati di ottima qualità. Rimane sempre montata sul corpo full-frame, pronto all'uso immediato. E' l'ottica che uso praticamente sempre se esco con condizioni climatiche sfavorevoli. A volte sento la mancanza di un'apertura a F2.8, ma optare per la sua naturale alternativa, il 24-70, mi farebbe sentire la mancanza di quel poco di escursione focale in più.


Versioni ad alta risoluzione di alcuni scatti eseguiti con quest'ottica li potete trovare qui. Come al solito non è mia abitudine pubblicare test asettici o scatti grezzi, preferisco piuttosto mostrare cosa si può fare con un'ottica nella vita di tutti i giorni.

sabato 28 luglio 2012

Fujifilm X-Pro 1 e ottiche per Leica M con adattatore quenoX


Da qualche settimana mi sono procurato un anello adattatore per montare le ottiche con innesto Leica-M sulla Fujifilm X-Pro1.

Non potendo sapere a priori come si sarebbero comportare le ottiche in mio possesso sul corpo della X-Pro1 ho optato per il relativamente economico adattatore della quenoX al posto del più costoso adattatore originale Fuji.

Per farla breve devo dire di essere estremamente soddisfatto. Anche se il risultato che si può ottenere dipende moltissimo dall'ottica utilizzata.

Voigtlander 25mm Snapshot Skopar
Entrando nel dettaglio, devo dire che l'unico difetto riscontrato nell'accoppiata tra l'adattatore e la Fuji X-Pro1 e' il fatto che le cornici luminose del mirino ottico (OVF) sono decisamente poco visibili in condizione di forte illuminazione ambiente, mentre sono perfette scattando in ambienti poco illuminati. Pare che questo sia un problema (sicuramente software) che affligge solo gli adattatori non originali, mentre con quello Fuji la luminosita' delle cornici viene impostata correttamente. Speriamo in un aggiornamento del firmware, anche se Fuji sembra un po' avara di aggiornamenti per questo macchina fotografica che pure dovrebbe essere la loro punta di diamante. Il firmware da me usato fin ora e' la versione 1.10 uscita in concomitanza con l'annuncio dell'anello adattatore.

Voigtlander 35mm F1.4 Nokton
Quando si monta un'ottica utilizzando l'adattatore si devono fare sostanzialmente tre cose:
  • Abilitare la possibilita' di scattare senza lente
  • Selezionare da un apposito menu la focale dell'ottica che si sta montando (si possono impostare le focali: 21, 24, 35, 50 e 75 mm e due valori personalizzabili per le ottiche piu' lunghe di 75 mm)
  • Impostare la modalita' di messa a fuoco in manuale.
A questo punto le cornicette luminose si adatteranno all'ottica impostata. Sarà inoltre possibile mettere a fuoco in manuale utilizzando il mirino in modalita' elettronica (EVF). Premendo la ghiera di controllo si potrà passare ad una visualizzazione ingrandita (forse un po' troppo) per una messa a fuoco di precisione. Se si e' in modalita' OVF premendo la ghiera si passera' automaticamente alla modalita' EVF ingrandita.

Voigtlander 25mm F4 Snapshot Skopar
Gli obiettivi in mio possesso sono dei Voigtlander: uno Snapshot Skopar 25  F/4, un 35mm F1.4 Nokton e infine un 75mm F2.5 Heliar, che mi sono rimasti in dotazione dopo aver venduto la Leica M8 lo scorso autunno. Non ho provato a fondo il comportamento del 75mm, mentre ho giocato parecchio con le altre due. Devo dire che il 35 F1.4 non ha molto senso in quanto e' un doppione dell'ottima ottica originale Fuji. Non si comporta inoltre moto bene risultando un po' troppo sfocata verso i bordi dell'inquadratura.
Voigtlander 35mm F1.4 Nokton
Diverso e' il discorso per il 25mm F/4 Snapshot Skopar che risulta una vera sorpresa. E' diventata la mia ottica preferita per questa macchina, praticamente la tengo sempre montata. Considerando il fattore di moltiplicazione del sensore APS-C otteniamo una focale equivalente solo leggermente inferiore ad un 35 mm. Un classico della fotografia di strada.

Quest'ottica merita una piccola presentazione, se vi prendete il disturbo di cercarne le valutazioni nei listini dell'usato scoprirete che è possibile portarsela a casa per cifre estremamente ragionevoli. Le ragioni sono due. La prima è l'apertura (F/4) piuttosto modesta, con conseguente risparmio sulla quantità di costoso vetro necessario per produrre una lente. La seconda, meno evidente, si nasconde nel nome dell'ottica: "Snapshot" traducibile con "da istantanea". In pratica quest'ottica, pensata originariamente per le macchine a telemetro, aveva il meccanismo di messa a fuoco non accoppiato al telemetro del corpo macchina. Cosa significa questo in pratica? Una cosa semplicemente impensabile ai giorni nostri. Era letteralmente impossibile capire dal mirino cosa si stesse mettendo a fuoco. Dico sul serio: non c'era proprio alcun modo. Ruotando la ghiera della messa a fuoco, nel mirino della macchina a telemetro non cambiava nulla. Proprio nulla. Ma allora? Semplice l'obiettivo era pensato per essere utilizzato mettendo a fuoco facendo una stima della distanza a cui si trovava il soggetto e stimando la profondità di campo con la ghiera della distanza iperfocale. Tecnica nota come Zone Focusing. Questo permette, in termini di costi, di risparmiare sulla meccanica dell'ottica.

Voigtlander 25mm F4 Snapshot Skopar

La cosa grandiosa è che il sistema ha sempre funzionato a meraviglia, e con un'ottica progettata a questo scopo, è utilizzabile ancora oggi. La ghiera delle distanze di quest'obiettivo è sensazionale, come non se ne vedono più. Di solito io focheggio sull'iperfocale, o un po' più vicino se gli spazi sono ristretti. Diaframma a F/8 o F/5.6, tempo di 1/125 di secondo (o inferiore se possibile) e AUTO ISO. Se vedo qualcosa che merita uno scatto, porto il mirino all'occhi e scatto. Punto. Che c'è di più veloce che non dover proprio mettere a fuoco?

Se poi proprio devo, quest'ottica montata su un corpo macchina digitale guadagna anchè la possibilità di controllare la messa a fuoco, basta passare alla modalità EVF ingrandita ed il gioco è fatto. Non male.

Quest'ottica restituisce a questo corpo macchina l'utilizzo a cui l'avevo votata, e per cui era stata acquistata: una macchina leggera per la fotografia di strada penalizzata purtroppo fortemente, come avevo già accennato, dalle idiosincrasie riscontrate nel sistema autofocus e che Fuji non ha ancora risolto.

lunedì 7 maggio 2012

Fujifilm X-Pro1 - qualche conclusione

Fujifim X-Pro1 - Fuji XF 35 F1.4 R @ ISO 6400


Ok, per la verità trarre conclusioni e' prematuro. Dopo solo qualche settimana di utilizzo posso solo essermi fatto un'idea della situazione e nulla più. Diciamo che abbiamo appena finito l'aperitivo.

Cose che mi piacciono

- Qualita' dell'immagine: veramente buona a qualsiasi ISO.
- Peso e ingombro: la porto sempre con me nella borsa che uso per l'ipad.
- Il doppio mirino OVF/EVF: geniale, copre ogni situazione di ripresa (ma, c'e' un ma...piu' avanti).
- Ergonomia: casca bene in mano e quasi ogni parametro e' impostabile con un controllo dedicato.
- I Jpeg: con altre macchine non li uso mai, qui i profili che simulano le varie pellicole producono file ottimi e usabilissimi.
- L'interfaccia utente. Ha qualche stranezza ma la parte informatica dell'aggeggio e' al 90% ben disegnata.
- Le esposizioni multiple (doppie per la precisione) in RAW (ma vanno spostate in un menu più accessibile).
- Il look: perché non dirlo, e' anche bella, che male fa?
- La livella a bolla elettronica nel mirino, funziona meglio di quella vista in tante altre macchine.
- L'istogramma nel mirino. Molto preciso, decisamente meglio di quello della Panasonic GH2, giusto per fare un esempio.
- L'esposimetro, molto preciso.

Cose che non mi piacciono

- Se non l'aveste capito, l'autofocus. Primo: in modalita' OVF fidarsi del risultato e' un azzardo, una volta su due, per essere gentili, mette a fuoco lo sfondo. Questo in modalita' EVF non succede: e' precisissimo. Seconda cosa: se non c'e troppa luce e' lento...veramente lento. Vista l'eccellente qualità agli alti ISO questo va migliorato... in altre parole: che me ne faccio di una foto, qualitativamente ineccepibile a iso 6400, di un soggetto che se ne e' andato mentre l'ottica andava a caccia disperatamente di qualcosa?

- Firmware: quando si esegue l'aggiornamento del firmware tutte le impostazioni vengono resettate ai valori di fabbrica. Follia pura.

- Modalità video. Il livello qualitativo dei filmati e' buono (notate che non ho grosse pretese su questo), ma  la macchina continua a cercare di mettere a fuoco, secondo logiche imperscrutabili ciò che 'vede', con effetti da mal di mare. Possibile che non si possa fare di meglio? Io per il momento faccio i filmati mettendo a fuoco in manuale.

- Messa a fuoco manuale: c'e da farsi venire male al polso tanto e', per così dire, de-moltiplicata. Dovrebbe funzionare diversamente: una rotazione veloce per far passare, in diciamo un quarto di giro da un estremo all'altro del campo di messa a fuoco, se il movimento e' lento si attua invece una correzione fine. Alla Fuji non hanno mai usato un mouse (funzionano esattamente come ho descritto)? Inoltre servirebbe una modalità di visualizzazione che permetta di evidenziare, ad esempio in falsi colori, le aree dell'immagine ritenute a fuoco. Sarebbe molto più proficuo che non l'approccio di ingrandire al massimo un singolo dettaglio.

- Silkypix per i raw....no comment.

- La durata della batteria, non e' eccezionale, ma qui temo non si possa fare molto.

- La lentezza in accensione, sembra di essere tornati agli anni della Canon EOS 300D, o peggio.

Molte di queste cose si possono aggiustare via firmware, e spero lo facciano in fretta, molto in fretta.

venerdì 27 aprile 2012

Fuji X-Pro1 - ancora l'autofocus.

Nulla da fare, ho parlato troppo presto. Oggi ho potuto usare la macchina in condizioni di vita reali e, in modalità OVF (quella ottica), il punto di messa a fuoco é ancora troppo approssimativo, in pratica si finisce troppo spesso per mettere a fuoco lo sfondo, come già spiegato. Questo non succede, o per lo meno succede molto meno spesso, in modalità EVF ( elettronica ). Decisamente frustrante. Il firmware nuovo non lo ha poi aggiustato un gran che, mi ero sbagliato.

Altre due note, in modalità OVF non é possibile selezionare la dimensione dell'area di messa a fuoco, cosa possibile in EVF. perché mi chiedo io?

Seconda cosa, in modalità AF continua il punto di messa a fuoco non é selezionabile, o almeno io non ho capito come si fa a spostarlo, cercherò nel manuale, ma sicuramente il pulsante apposito non sortisce alcun effetto. Altro bel punto interrogativo.

Qui o Fuji pone riparo in fretta o la gente inizierà a disfarsi di questa macchina. Peccato perché la qualità immagine é ottima. Intendiamoci, si può accettare un autofocus un po' lento, ma uno che ti mette a fuoco lo sfondo, non potendo tra l'altro accorgersene facilmente, proprio non lo si può accettare.

martedì 24 aprile 2012

Fujifilm X-Pro1 - autofocus - UPDATE

Ho appena aggiornato la Fuji X-Pro1 e il 35mm al firmware versione 1.01, è presto per cantare vittoria, ma da alcune veloci prove mi sembra che il problema che avevo riscontrato sull'autofocus in modalità OVF mi sembra sia stato risolto.

Su una decina di prove mirate appositamente a trarre in inganno l'autofocus, sono riuscito a farlo sbagliare una volta soltanto, ma con un soggetto veramente difficile e, forse, troppo vicino per poterlo mettere a fuoco in modalità OVF.

Beh, se come sembra l'update ha risolto il problema devo fare i miei complimente a Fuji, era l'unico vero problema di questo gioiellino.

Ora non resta che vedere quali altre migliorie sono state apportate. Vi terrò aggiornati.

Update - 27-04-2012, mi dispiace ma devo correggermi. Dopo ulteriori verifiche mi sembra proprio che questo update non migliori l'affidabilità dell'autofocus.

lunedì 16 aprile 2012

Fuji X-Pro1 - Le doppie esposizioni

Una funzionalità veramente carina della Fuji X- Pro1 è la possibilità di effettuare delle doppie esposizioni direttamente in fase di ripresa.

Il meccanismo è semplice ed efficace: si seleziona l'apposita funzione e si esegue uno scatto, la fotocamera ripropone sul display lo scatto appena effettuato e chiede se vogliamo confermarlo o rifarlo. Se lo confermiamo questo apparirà in sovra-impressione sul display o nel mirino in leggera trasparenza. A questo punto possiamo eseguire un secondo scatto, che sarà il secondo scatto della nostra esposizione multipla. La cosa bella? Se stiamo scattando in raw, lo scatto risultante sarà sempre un file raw. Personalmente non ho visto altre fotocamere che permettano una doppia esposizione in formato raw.

Ci sono però due piccole pecche a questo sistema:

1) Si possono fare solo doppie esposizioni, non di più... peccato comunque veniale.
2) La funzione è sepolta nei menu della macchina fotografica. Sarebbe il caso di spostarlo nell'apposito menu dedicato alle modalità di scatto, azionato dal tasto 'drive', insieme con i vari tipi di bracketing, il motion panorama e i filmati. Aggiornamento firmware?

Qualcuno che le doppie esposizioni si possono fare in post-produzione. Verissimo, ma l'immediatezza di questa funzione, che restituisce un file trattabile velocemente senza entrare in photoshop e spenderci troppo tempo mi ha catturato...

La foto del post precedente è stata ottenuta con questa funzione ed ha richiesto solo pochi minuti per sviluppare il file raw.

mercoledì 11 aprile 2012

Fuji X-Pro1 vs Canon 5DMKII vs Canon 7D

In questo (lungo) post farò qualcosa che di solito non faccio, un po' di sano pixel peeping per confrontare tre macchine fotografiche.

Il Test

Veniamo alla procedura usata per il test: lo stesso soggetto è stato fotografato in sequenza usando rispettivamente una Canon EOS 5DMKII, una Canon EOS 7D e una Fujifilm X-Pro1. 

Lo scopo era di farmi un'idea almeno approssimativa della definizione ottenibile dal sensore e della sua risposta agli alti ISO, ho cercato quindi di usare due ottiche che fossero potenzialmente su piani comparabili: un 50 mm F1.4 USM per le Canon ed il 35mm F1.4 per la Fuji. Sono ottiche che più o meno si equivalgono come costo, quindi non dovrebbero esserci eccessive penalizzazioni da un lato o dall'altro.

Per tutte le macchine è stato fatto uno scatto a 6400 ISO ed uno alla sensibilità nominale del sensore, vale a dire 100 ISO per le Canon e 200 per la Fuji. Gli scatti sono stati effettuati usando un cavalletto (un Manfrotto 55), mantenendo inalterato il punto di ripresa per la Fuji e la Canon 5D MKII, dato che in questi due casi l'angolo di campo coperto dall'ottica era pressapoco il medesimo.

Il punto di ripresa per la 7D è stato invece arretrato di modo da ottenere la stessa inquadratura dei casi precedenti.

Il diaframma e' stato impostato a 7.1 per tutti gli scatti.

Ho deciso di presentare poi i file raw così come vengono aperti dal programma di conversione, senza nessuna postproduzione. Per le Canon ogni scatto è stato sviluppato due volte: la prima mantenendo lo sharpening e il noise reduction di default di Lightroom, la seconda disattivandoli.

Non essendo al momento disponibile una versione di Lightroom che possa digerire i file raw della Fuji, per questa macchina ho deciso invece di presentare il file raw, processato da silkypix, con i parametri di sharpening e di riduzione del rumore impostati a zero. Viene poi presentato anche il jpeg prodotto direttamente dalla macchina.

Degli scatti effettuati viene presentato solo un particolare, di circa 600 pixel di lato. Clickando sull'immagine viene visualizzata la versione al 100% di ingrandimento. Per chi volesse scaricare i file ad alta risoluzione, li può trovare qui. Fermo restando che la riproduzione su altri siti può avvenire solo dopo avermene chiesto il permesso.


Canon EOS 5D MK II
5DMKII - ISO 100 - LR sharp & NR

5DMKII - ISO 100 - No sharp & no NR
5DMKII - ISO 6400 - LR sharp & NR

5DMKII - ISO 6400 - NO sharp & NO NR
Canon EOS 7D

7D - ISO 100 - LR sharp & NR
7D - ISO 100 - NO sharp & NO NR
7D - ISO 6400 - LR sharp & NR
7D - ISO 6400 - NO sharp & NO NR
Fujifilm X1-Pro

X1-Pro - ISO 200 - In camera JPG

X1-Pro - ISO 200 - Raw, NO sharp, NO NR

X1-Pro - ISO 6400 - In camera JPG

X1-Pro - ISO 6400 - Raw, NO sharp, NO NR

Conclusioni

La prima cosa che si nota e' che alla sensibilità base il vantaggio in termini di risoluzione della 5D sulle due concorrenti e' palese: i pixel in piu' fanno la differenza. I risultati della 7D, che conta comunque quasi due Mpx più, sono confrontabili  con quelli della X-Pro1, al mio occhio appena un po' più morbida. La differenza potrebbe comunque essere tranquillamente imputabile alla lente dotata di minor microcontrasto o all'algoritmo di demosaicizzazione diverso usato dai due programmi. Lavorandoci in fase di sviluppo e' possibile tirare fuori dettagli a sufficienza da entrambi i file.

Il gioco si fa pero' decisamente interessante negli scatti a 6400 ISO: La X-Pro1 ha un rumore cromatico quasi assente, decisamente inferiore a quello delle due Canon. Anche la resa dei dettagli rimane comunque ottima, un risultato impressionante.

Francamente mi e' addirittura venuto il dubbio che anche con tutti i controlli di riduzione del rumore impostati a zero sylkipix potrebbe stare applicando un po' di riduzione del rumore cromatico dietro le quinte. Ma questo non posso saperlo per certo. Se così non fosse sarebbe veramente notevole. Per togliermi questo dubbio dovrò aspettare di poter riprocessare il raw con Lightroom.

Anche tenendo conto di questo dubbio, i 6400 ISO per la X1-Pro sono una sensibilità utilizzabile senza remore e, considerata la vocazione naturale di questa macchina ad un utilizzo 'di strada' in luce disponibile, direi che Fuji ha centrato il bersaglio (se solo l'autofocus fosse implementato meglio...) .


Aggiornamento: il confronto dei file RAW sviluppati con Lightroom è disponibile in questo post.

venerdì 6 aprile 2012

Fuji X-Pro1 - Autofocus


Diciamolo subito, la velocita' dell'autofocus non e' il punto forte di questa macchina. Per gli standard odierni stabiliti da macchine come le Panasonic G di ultima generazione e' piuttosto lento. In quasi tutte le situazioni e' comunque più veloce che focheggiare a mano con una macchina a telemetro, ma questa e' un'attenuante debole.

Parlandone nel dettaglio, l'autofocus si comporta diversamente a seconda che si stia usando il mirino ottico o quello EVF.

Se si usa l'EVF é tutto esattamente come ce lo si aspetta. Lentezza a parte, sopratutto in caso di luce scarsa, per il resto é preciso, difficilmente sbaglia un colpo.

Le sorprese arrivano con l'uso del mirino ottico. In questo caso l'indicatore del punto di messa a fuoco é situato nel punto dove la macchina mette a fuoco se il soggetto é lontano, approssimativamente oltre i dieci metri. La sorpresa é che la vera zona dove la macchina tenta di mettere a fuoco si sposta con l'avvicinarsi del soggetto puntato. Peccato che in configurazione di default l'indicatore visualizzato nel mirino non si sposta...sbagliarsi é un attimo.

Per ovviare a questa cosa é possibile attivare una funzione che permette di visualizzare due aree di messa a fuoco, una indicata con un quadrato solido, l'altra con uno tratteggiato, come si vede in figura. La prima é l'area di messa a fuoco per soggetti lontani, la seconda per soggetti posti a 80 cm di distanza. La vera zona utilizzata si sposta tra questi due estremi, ma in questa configurazione viene almeno evidenziata con un rettangolo verde di conferma. Macchinoso e trae in inganno. Mi chiedo se non si potesse studiare qualcosa di meglio.

Per giunta, anche se si identifica correttamente la zona da usare, nel caso l'area usata per mettere a fuoco contenga oltre al nostro soggetto uno sfondo ricco di dettagli, immancabilmente la macchina sceglie lo sfondo. Notate che la tecnica comunemente usata per mettere a fuoco un soggetto difficile e' identificarne un bordo e mettere a fuoco quello...ecco in questo caso é facile mettere a fuoco lo sfondo...decisamente non quello che vogliamo. Se poi consideriamo che con il mirino ottico non vi é modo di intuire cosa la lente sta mettendo veramente a fuoco e' facile ritrovarsi con un po' di scatti da buttare.

La cosa curiosa é che questo comportamento non si verifica con l'EVF. Personalemente mi puzza di bug. Staremo a vedere. In ogni caso penso che nella situazione descritta Fuji dovrebbe considerare che il comportamento preferibile sarebbe mettere a fuoco il piú vicino dei due presunti soggetti, non il piú lontano...

Comunque con un po' di pratica questa 'feature' si aggira facilmente. Consiglio, con il mirino ottico, di tenere sempre attiva la modalità che visualizza anche la distanza di messa a fuoco tramite una scala graduata sovrimposta in basso all'inquadratura...evita sorprese sgradite.

UPDATE: la versione 1.01 del firmware sembra aver risolto il problema.
UPDATE: No, purtroppo la versione 1.01 non risolve il problema, avevo parlato troppo presto.