venerdì 3 dicembre 2010

Ma quanto è Raw un Raw ???





Ok, chiamate la neuro, Andrea e' impazzito. Ora si mette a postare le foto della tovaglia del tavolo della cucina.

No, no, non sono impazzito, lasciatemi spiegare.

Oggi, su un forum di fotografia che frequento, mentre si disquisiva amabilmente delle caratteristiche di un certo obiettivo, nella fattispecie il Panasonic Lumix G 100-300 f 4-5.6, e' entrata in ballo la questione della correzione software delle aberrazioni ottiche delle ottiche micro 4/3.

Per riassumere. Il sistema micro 4/3, e più in generale tutte le fotocamere mirrorless, permettono di spostare almeno in parte la correzione delle aberrazioni ottiche degli obiettivi, alla postproduzione software. Questo è economicamente conveniente rispetto a correggerle negli schemi ottici e con vetri di qualità superiore.

Il dubbio espresso e' stato però il seguente: passi per la correzione sul jpg. Ma il RAW? non dovrebbe essere il piu' possibile esente da manipolazioni, riflettendo quindi il piu' possibile quanto registrato dal sensore?

Ora io ricordavo di aver letto da qualche parte che nel caso dei file RAW le mirrorless, o almeno le Panasonic, scrivessero il file grezzo così come da informazioni registrate dal sensore, includendo a posteriori solo le informazioni relative all'ottica e alle correzioni necessarie per poterle effettuare a posteriori.

Ho deciso di verificare la cosa personalmente, ed ecco i risultati.

Le prima foto e' una conversione di un file RAW effettuata con il software dcraw, che si limita a demosaicizzare il file. Il secondo e' lo stesso raw così come processato da lightroom, senza nessun intervento da parte mia. Ho solo reso un po' piu' omogenee le temperature di colore degli scatti. Nient'altro.

La differenza e' evidente. Interessante poi come lo scatto convertito con dcraw inquadri più roba, oltre che essere palesemente più distorto...presentando inoltre 16 pixel in più per lato rispetto a quello di lightroom.

I puristi del RAW stiano però tranquilli. Anche se lightroom, photoshop e altri applicano direttamente la correzione delle aberrazioni senza dircelo, la prova dimostra che nel file ci sono ancora le informazioni a monte della correzione. Tutti contenti? Boh, forse.

P.S. Bella la tovaglia vero?

mercoledì 3 novembre 2010

Mostra fotografica, soggettività e paesaggio


Per chi avesse tempo, espongo alcune mie foto nel contesto di una piccola mostra fotografica presso il caffè Basaglia, Via Mantova 34. Nulla di importante, sia chiaro...nessuno di noi e' Helmut Newton.
La mostra dura fino al 14 di Novembre.




domenica 31 ottobre 2010

Cosa fare quando...


...piove e moglie e figlia sono in altre faccende affaccendate? Ovvio, si esce a fare foto.

Si, va bene, non siete i soli a pensare che io sia un po' matto. Lo ha di sicuro pensato anche chi mi ha visto infradiciarmi per bene sotto una pioggia torrenziale con una macchina fotografica in mano, ma vi svelerò un segreto, ci sono almeno due ottimi motivi per fotografare sotto la pioggia:

1) La luce, spesso e volentieri, è fantastica: morbida e facile da gestire. L'acqua poi rende fotogeniche quasi tuttte le cose. Si possono trovare scorci interessanti anche dietro l'angolo di casa propria.

2) La gente. Le persone sane di mente con la pioggia stanno al coperto. Quindi posso stare tranquillo che nessuno mi possa sbucare alle spalle chiedendomi: cosa fotografa? Anche normalmente mi sento un po' pirla a rispondere: gli alberi (o risposte analoghe), figuratevi sotto la pioggia. Intendiamoci, non che abbia nulla contro la curiosità delle persone, ma mettetevi nei miei panni, riesco a stento a ritagliarmi tre querti d'ora per fotografare...vorrei usarli per fotografare.

Certo ci sono anche degli ottimi motivi per non fotografare sotto la pioggia, tipo la cervicale che si blocca per l'umidità, ma preferisco non tenerne conto :)